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Volume 10, Numero 45
October 25, 2007
Conference ONU illustra le strategie per internazionalizzare il diritto all'aborto
(NUOVA YORK — C-FAM) Un incontro sulla mortalità materna promosso dalle Nazioni Unite si è concluso sabato scorso con l'impegno da parte degli organizzatori di promuovere "servizi di salute sessuale e riproduttiva inclusivi" come metodo primario per ridurre la mortalità materna. Per raggiungere il loro scopo, gli organizzatori e partecipanti scelti della conferenza di Londra, “Women Deliver”, hanno predisposto varie iniziative per gli anni a venire miranti a superare la resistenza politica e religiosa al diritto di aborto, compreso l'utilizzo dei trattati ONU sui diritti umani e delle "Mete di Sviluppo per il Millennio" (MDG).
Frances Kissling, ex-presidente del [gruppo femminista] “Catholics” for a Free Choice, responsabile per l'ordine del giorno della conferenza, ha riassunto la tre giorni con le parole, "Il sesso, il denaro, il potere e la religione sono le forze dietro alla salute riproduttiva." La gravidanza, il parto e la maternità, assenti invece dall'elenco della Kissling, sono stati ignorati anche in gran parte delle discussioni, in cui i conferenzieri si sono concentrati sul tema di come ottenere fondi e "volontà politica" a sostegno dei diritti riproduttivi, usati dalle commissioni ONU per includervi l'aborto a richiesta. E infatti, una delle principali organizzatrici della conferenza ha detto, privatamente, “Questa è una conferenza pro-scelta.”
Il prossimo passo, secondo l'organizzatrice della conferenza, Family Care International, sarà quello di creare “sinergie fra la sanità e altri settori”, ivi compreso il settore delle leggi sui diritti umani. Una nuova “Iniziativa internazionale sulla mortalità materna e i diritti umani" è stata lanciata per guardare oltre la consegna di servizi sanitari di qualità ed abbracciare il linguaggio e le norme dei diritti umani" al fine di "controllare l'operato dei governi".
Il gruppo che ha lanciato l'iniziativa comprendeva Thoraya Obaid, Direttore dell UN Population Fund (UNFPA), Mary Robinson, ex Alta Commissaria ONU per i diritti umani, Paul Hunt, Rapporteur Speciale ONU per la salute, a cui è stato attribuito il merito di aver ideato l'iniziativa, e Nancy Northrop, Presidente dello studio legale pro-aborto Center for Reproductive Rights, che funzionerà da segretariato. Secondo Mary Robinson, essi cercheranno di insistere con i governi affinché includano i diritti riproduttivi nei programmi per ridurre la mortalità materna, reinterpretando la definizione di diritti umani esistenti nei documenti ONU, vincolanti e non, quali ad esempio il diritto alla vita e il diritto allo standard di salute più alto possibile.
Uno degli scopi della conferenza era di far accettare il piano per i diritti riproduttivi ai funzionari africani e dell'Asia meridionale. Pare che circa 1500 su 1700 partecipanti alla conferenza, provenienti soprattutto da queste regioni, abbiano potuto presenziare grazie alla sponsorizzazione di aziende come la Tibotec del Brasile, la Exxon Mobile, e la GlaxoSmithKline. Un delegato spagnolo ha detto a Friday Fax, “Sembra che gli europei siano stati completamente ignorati, perché qui l'aborto è già diffusissimo. Questa conferenza vedeva le élite di lingua inglese intente a convincere le élites del mondo in via di sviluppo ad accettare l'aborto nei loro paesi .”
Alla conferenza hanno presenziato circa trenta funzionari governativi, ivi compresi tre membri del Congresso USA. I delegati hanno annunciato una strategia per accedere ai “servizi di pianificazione familiare e di salute riproduttiva” e per la “riduzione del marchio associato all'aborto”, che prevede la richiesta di una sessione speciale dell'Assemblea generale dell'ONU per formulare un piano globale di azione e la creazione di un fondo globale per la salute delle donne, focalizzato sulla salute materna. Gli organizzatori della conferenza si sono dati appuntamento per ritrovarsi entro due anni.




